Non abbiamo la soluzione al problema energetico

Oggi su Nova24 ho letto un articolo scritto da Marco Magrini che ha dato forma reale a cose che da tempo percepivo come sensazione.

Magrini non fa altro che riportare quel che sta avvenendo a Bangkok, dove l’ Intergovernmental Panel on Climate Change

ha espresso dubbi sulla fattibilità di un mondo che viaggi interamente a biocarburanti

si legge la citazione:

L’espansione delle monoculture sta accellerando la distruzione delle foreste pluviali, accelerando i cambiamenti climatici

Subito mi è venuto alla mente questo: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
La lettera è certamente discutibile e sicuramente inesatta (ma cosa non lo è), ma centra il grande problema ignorato da tutti.

Biocarburanti, eolico, fotovoltaico non sono le soluzioni definitive per risolvere la crisi climatica ed energetica alle porte.
Citando ancora Nova24:

La verità – commenta Robert Schock, direttore degli studi al World Energy Council … – è che non abbiamo la soluzione al problema energetico: solo un bouquet di piccole soluzioni…

Mi sono stancato di leggere (e ascoltare) persone che si sentono Jacques-Yves Cousteau perché hanno installato pannelli fotovoltaici sul tetto e vendono energia all’Enel il doppio di quanto costa sul mercato. Il comportamento è tutt’altro che disdicevole ed anche io lo farei, ma sicuramente il pianeta non sarà salvo soltanto perché qualcuno sfrutta i finanziamenti statali (è per questo che i pannelli al momento si ammortizzano solo in decine di anni) per produrre energia pulita. Quelli che si sfruttano sono i nostri soldi. Non ci sono soldi per tappezzare tutta la penisola di pannelli. Molto meglio sarebbe metterli nella ricerca per rendere il fotovoltaico più competitivo.
Stesso discorso per chi vorrebbe usare ovunque i biocarburanti al posto della benzina. Anche Beppe Grillo (che è contro di default) parla male dei biocarburanti: http://www.beppegrillo.it/2005/05/olio_di_colza_q.html
Riporto quanto si dice nella lettera aperta “linkata” sopra:

Per sostituire il 50% del carburante per autotrazione con bioetanolo, tenendo conto dell’energia netta del suo processo di produzione, sarebbe necessario coltivare a mais 500.000 kmq di territorio, di cui ovviamente non disponiamo.

Badate bene che l’Italia (scogli, vulcani e laghi compresi) ha una superficie di 301.338 km² (fonte Wikipedia).
Forse potremmo costruire una immensa diga sul canale d’Otranto e prosciugare tutto l’Adriatico per coltivarlo a biomasse.
Ma per esperienza posso dire che i bagnini della Romagna farebbero barricare e darebbero alle fiamme chioschi di gelati e piadine.

Quello che voglio far capire è che secondo il mio modestissimo parere è inutile continuare a sottoscrivere protocolli e applaudire a chi costruisce un mulino o installa un pannello fotovoltaico, perché sono gocce in un mare immenso di fame energetica.
Vanno analizzate le cose senza farsi trascinare dalle emozioni e senza pensare che la colpa di tutto è dei produttori di petrolio.
Personalmente credo molto più nel nucleare che nell’eolico o nel fotovoltaico. Ma ancora di più credo ad una diminuzione dei consumi globali.
La diminuzione dei consumi è l’unica strada possibile. Come si può parlare di fonti rinnovabili quando la fame di energia mondiale cresce in maniera spropositata all’offerta, trainata soprattutto dalle economie esplose in questi anni (leggi Cina ed India).
Gente come Beppe Grillo (Balle nucleari) dovrebbe spiegarci come convincerebbe la Cina o l’India ad usare fonti rinnovabili. L’unica alternativa al petrolio per queste nazioni è il nucleare.

Anche se da noi occidente, un giorno (lontano se non si riducono i consumi) tutta l’energia verrà prodotta a partire da fonti rinnovabili, certamente per nazioni con una forte industria emergente la cosa avverrà con molte più difficoltà e in tempi molto più lunghi.
Rischiamo di non esserci più allora.

Ora guardatevi questi 3 link:

SuperQuark: I reattori nucleari, I batteri e l’idrogeno
TG1 Clima: http://www.youtube.com/watch?v=HhBaCA0pNZI

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