Il futuro e’ IP/Web TV ?

Leggo questa mattina su Punto Informatico un articolo di Luddist: PI: Dilaga il ricatto d’autore.

L’articolo parla delle stafamose vicende, che vedono Google “ricattata”, da chi detiene i diritti di alcuni contenuti presenti su YouTube e Google Video.

Condivido il concetto che lo sparpagliare contenuti impoverisca l’esperienza dell’utente e soprattutto renda difficile la catalogazione delle informazioni e quindi la ricerca e di tutte le pratiche ad essa connesse.

C’e’ un aspetto da non dimenticare e che l’articolo di PI non ha espresso esplicitamente.

Aziende come Viacom devono “far soldi” da contenuti che possiedono. Escludiamo il fatto che contenuti protetti possano essere pubblicati senza il loro permesso. Hanno due modi per pubblicare contenuti volendo poi trarne profitto:

Il primo e’ costruire una propria piattaforma di distribuzione dei contenuti.

Il secondo e’ di appoggiarsi a piattaforme gia’ esistenti (come YouTube), esterne all’azienda, dividendo i guadagni attraverso forme di revenue sharing.

Tutte e due le strade sono praticabili ma personalmente credo che soluzioni come YouTube, Bittorrent.com e in futuro Joost, siano una scelta vincente. Da un lato per i bassi costi iniziali e dall’alto per la grande popolarita’ che questi servizi gia’ hanno ( da leggere come basso rischio). Infatti molti detentori di diritti hanno optato per la seconda strada, appoggiandosi a Bittorrent.com e YouTube. Ora Viacom e recentemente Rai, hanno scelto la prima strada: creare una propria piattaforma per distribuire i propri contenuti.

Questo da un lato e’ costoso, dall’altro rischioso (che alla fine sono sinonimi). Puo’ la Rai creare una piattaforma ed avere introiti pubblicitari maggiori a quelli che avrebbe appoggiandosi a YouTube ?

Secondo me la risposta e’ decisamente no, ma io sono sono nessuno al confronto delle grandi menti che pensano all’interno dei consigli direttivi della Rai.

Solo il tempo ci potra’ dire se queste decisioni saranno fortunate o no.

Personalmente sono molto felice di avere contenuti di qualita’ online, quindi tanto di cappello alla Rai per la sua “internettizzazione”.

Sarebbe ancora piu’ bello che il browser non venisse considerato una TV piu’ “cool” ma qualcosa che possa aggiungere valore ai contenuti televisivi. Per aggiungere valore nel Web 2.0 serve una massa critica di utenti. Riuscira’ la Rai a creare una massa critica sufficiente ? YouTube la ha gia’ questa massa critica ed e’ una massa enorme.

Il futuro e’ IP/Web TV ?

Si, ma spero che sia qualcosa di piu’ del mio televisore a tubo catodico, altrimenti sara’ piu’ facile spostarsi in poltrona e tornare con il buon vecchio telecomando.

Vedremo.

Ciao.

P.S. Grazie a Luddist ho scoperto il Tumblelog che non conoscevo

2 responses to this post.

  1. ciao,
    ti volevo segnalare il nostro progetto di web tv basata su piattaforma Brightcove.
    Magari ti può interessare.

    Rispondi

  2. Unotv sembra un progetto partito bene, attendo qualche contenuto in più per commenti🙂

    Rispondi

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